Les Miserables è un film che lascia decisamente il segno, detta in gergo più giovanile “spacca”. Non ho una grande cultura sul musical. Per quanto riguarda quello cinematografico sono rimasta a Chicago e Moulin Rouge, mentre quello teatrale mi è totalmente sconosciuto. Tuttavia è un genere che, quando non è portato troppo all’estremo e viene svincolato della sua parte più teatrale, mi piace vedere sul grande schermo.
Un palcoscenico privo di limiti e confini sul quale musica e immagini, cinema e teatro si fondono dando vita a dei veri e propri capolavori.
Trovo sia più facile comunicare attraverso parole, gesti e musica. Quando però questi coincidono, tutto si fa più complicato.
Lo spettatore va al cinema per farsi raccontare delle storie. La magia che scaturisce dal film (a differenza dello spettacolo teatrale) riesce a convincerlo, per tutta la sua durata, che ciò che vede sia vero. Quando però le persone dall’altra parte dello schermo non fanno altro che zompettare e cantare tutto il tempo i limiti del palcoscenico potrebbero farsi sentire e non poco. Ne “Les Miserables” il palcoscenico è di fatto infinito (o quantomeno ingigantito oltre i limiti della vista). Una volta uscito dalla sala di proiezione lo spettatore potrebbe vedere tutti ballare e cantare e non esserne per nulla stupito.
In generale splendida interpretazione da parte di tutti gli attori in scena, con menzione speciale per Anne Hathaway, che qui dimostra davvero di essere una bravissima attrice. Pollice in giù per Russell Crowe che, nonostante sia esteticamente credibile nel ruolo di Javert, risulta un cantante piuttosto grezzo (ma nessuno si aspetta che tutti gli attori siano anche bravi a cantare…) e un ciocco di legno in alcune situazioni ( detta in maniera estremamente volgare: in alcune scene sembra proprio avere un palo voisapetedove). Pollice incerto per l’ignoto attore nei panni di Marius la cui recitazione è a metà tra “ho appena visto la Madonna” e ” Mi si è incastrata una caramella nella gola”.
Les Miserables è un film che può piacere davvero a tutti, se si va oltre quelle due o tre scene nella quali viene insistentemente ripreso l’attore di turno in primo piano (unici momenti in cui la noia potrebbe fare capolino), e che da il meglio di se nelle scene complessive che sono davvero finemente costruite. CONSIGLIO VIVAMENTE LA VISIONE.

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2 responses »

  1. ziacassie says:

    assolutamente d’accordo con questa recensione, anche per il palo di Javert, ho visto la madonna di Marius. Aggiungerei un finale con un Jean Valjean nei panni del vecchio, poco credibile e un po’ stucchevole, e una menzione d’onore a Eponine, che mi è piaciuta moltissimo anche nel canto (se non ho letto male è anche l’interprete del musical, se non di tutte le repliche di alcune, ma non giuro), nel senso che si sente che sa cantare.
    sì un film da vedere, nonostante io non ami i musical, non ho perso l’attenzione neppure un secondo per tutte le due ore e mezzo di proiezione.

  2. Paola says:

    Concordo praticamente in tutto, e anche con chi ha commentato prima di me riguardo Eponine, che ho adorato. Raramente sono stata così convinta di aver speso bene dei soldi andando al cinema!

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